Se pensavate che gli unici ad aver subito l'incredibile aumento di prezzo delle GPU alimentato dal mining di criptovalute siano i gamer vi sbagliate. Un interessante pezzo della BBC ha messo in luce come il fenomeno abbia, in realtà, inciso negativamente anche sulla comunità di scienziati che si occupano di cercare segnali provenienti dallo spazio.
Il SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence) ha da mesi l'obiettivo di potenziare la propria dotazione tecnologica, perfezionando la propria infrastruttura per la rivelazione di onde radio provenienti dallo spazio. L'acquisto di strumenti più potenti potrebbe rivelarsi fondamentale per incrementare la capacità di analisi dei dati intercettati dagli osservatori del SETI — come quelli collocati in West Virginia e in Australia.
Eppure procurarsi gli strumenti necessari si sta rivelando più complicato del previsto, in particolare sarebbe pressoché impossibile riuscire ad acquistare la GPU necessaria per elaborare l'enorme mole di dati raccolti su base quotidiana dagli scienziati. Di cosa stiamo parlando? Vi basti sapere che i modelli di telescopio in uso negli osservatori sono collegati ad un centinaio abbondante di GPU.
É un problema analogo a quello evidenziato da Nvidia nel corso della sua ultima call con gli investitori. Nel corso di questa si era sottolineato come il focus dell'azienda non fosse il mercato delle criptovalute, inoltre la dirigenza ha dichiarato di aver chiesto ai reseller di limitare il numero di schede acquistabili da un solo cliente. Un modo per evitare che i miner divorino voracemente e in poco tempo i limitati stock di GPU prodotti dall'azienda.
Sta di fatto che oggi c'è un problema e, come ha detto lo stesso chief scientist del Berkeley Seti Research Center, Dan Werthinmer, questo sta limitando la possibilità degli scienziati di rispondere alla classica ed eterna domanda che accompagna la civiltà sin dai suoi albori: "Siamo soli nell'universo?". Una domanda che, forse anche per colpa di questo trend —che per la cronaca riguarda le altcoin, e non i Bitcoin, dato che il loro mining non utilizza più le GPU— è destinata, almeno per il momento, a rimanere senza risposta.
Ma gli unici a risentire di questo fenomeno non sarebbero i "cacciatori di extraterrestri", tra gli altri anche gli scienziati del progetto HERA che, al momento di effettuare un upgrade analogo a quello programmato dal SETI, si sono scontrati con un imprevisto aumento del prezzo delle GPU — uno scherzetto che ha portato ad un esborso di circa 32.000$, portando l'ente fuori budget.
di: Umberto Stentella
FONTE:https://tech.everyeye.it/notizie/se-non-abbiamo-ancora-scoperto-gli-alieni-colpa-potrebbe-essere-delle-criptovalute-321230.html