I dati sulla cosiddetta riconnessione magnetica provengono da un quartetto di nuovi veicoli spaziali che misurano la radiazione e i campi magnetici nell’orbita terrestre alta
I fisici spaziali dell’University of Wisconsin-Madison hanno appena rilasciato dettagli inediti di uno strano fenomeno che alimenta le aurore boreali, le eruzioni solari e le espulsioni di massa coronale (le più grandi esplosioni nel nostro sistema solare). I dati sulla cosiddetta riconnessione magnetica provengono da un quartetto di nuovi veicoli spaziali che misurano la radiazione e i campi magnetici nell’orbita terrestre alta.
La riconnessione magnetica è difficile da descrivere, ma può essere definita genericamente come l’unione di campi magnetici che rilascia una straordinaria quantità di energia. La riconnessione magnetica rimane misteriosa, soprattutto da quando infrange la legge che regola le particelle cariche elettricamente. I ricercatori hanno studiato le registrazioni del 15 ottobre 2016, quando il satellite Magnetosphere Multiscale è passato nel punto in cui il vento solare incontra il campo magnetico della Terra. I dati ottenuti mostrano che gli elettroni improvvisamente smettevano di seguire il campo magnetico e seguivano altre direzioni.
Questa attività confermava le descrizioni teoriche della riconnessione magnetica, ma violava la legge che governa il comportamento dei plasmi – nubi di particelle cariche che comprendono, per esempio, il vento solare. Secondo tale legge, elettroni e campi magnetici devono muoversi sempre insieme, e questo improvvisamente non accadeva nelle rilevazioni. Secondo i ricercatori in queste condizioni la riconnessione magnetica non si sarebbe potuta verificare. Invece si verificava. Quando la legge viene violata, si può avere un’esplosione.

 

riconnessione magneticaNegli anni ’70, i telescopi che orbitavano intorno all’atmosfera e al campo magnetico della Terra hanno cominciato a restituire dati su raggi X e altri tipi di radiazione non visibili. Abbastanza velocemente, l’immagine del cielo come un velo di stelle è stata portata via, svelando un insieme di strani oggetti, potenti raggi e esplosioni cataclismiche. Tutte queste cose richiedevano una spiegazione e i ricercatori hanno cominciato a focalizzarsi sulla riconnessione magnetica, che è stata delineata nel 1956. Finora la riconnessione magnetica è stata collegata a:
    Buchi neri, oggetti ultra densi dall’intensa gravità che impedisce persino alla luce di sfuggire.
    Pulsar, che ruotano centinaia di volte al secondo ed emettono penetranti fasci di luce.
    Supernove, che rilasciano energia visibile nelle galassie quando esplodono.
    Nuclei galattici attivi, “candele” super luminose visibili a miliardi di anni luce di distanza.
Cary Forest, professore di fisica alla UW-Madison, spiega: “Tutto ciò che sappiamo sull’universo proviene dalla luce che ci raggiunge. Quando uno di questi fantastici telescopi vede una massiccia esplosione di raggi X, che dura solo decine di millisecondi, provenire da un oggetto in una galassia lontana, questa gigantesca esplosione di energia ad una distanza così grande potrebbe riflettere un grande evento di riconnessione”. Forest aggiunge che anche quando le stelle di neutroni si uniscono, rilasciando raggi X, siamo in presenza di una riconnessione magnetica.
La riconnessione magnetica è alla base anche delle aurore ad entrambi i poli. Ma oltre ad offrire informazioni su esplosioni celesti, eruzioni e straordinarie emissioni di energia, le osservazione forniscono informazioni pratiche in termini di tempo spaziale: le esplosioni di materia carica dal sole possono danneggiare i satelliti e persino le attrezzature elettriche al suolo. I ricercatori affermano che dalla comprensione della riconnessione magnetica si possono migliorare le previsioni del tempo: “Possiamo analizzare il sole per predire cosa potrebbe succedere entro 2-4 giorni, che è il tempo che il vento impiega per raggiungere la Terra dal sole”.
A cura di Beatrice Raso
FONTE:http://www.meteoweb.eu/2018/01/astronomia-riconnessione-magnetica-luci-universo/1037469/