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UN MARE SU TITANO PDF Stampa E-mail

Scritto da andromeda   
Giovedì 28 Gennaio 2010 23:21

La regione è raggiunta da numerosi canali sinuosi

Nuove immagini riprese da Cassini sembrano ritrarre una linea costiera che circonda una regione dove potrebbe essere presente del metano liquido.

TITANO3_cassini_saturn

TITANO_1-lago20titanoIl primo mare mai scoperto al di fuori della Terra potrebbe essere stato trovato sulla superficie di Titano, una delle lune di Saturno. Nuove immagini radar della navicella Cassini, che il 7 settembre si è avvicinata per l'ottava volta alla luna, hanno rivelato quella che sembra essere una vera e propria linea costiera, raggiunta da sinuosi canali scavati profondamente nel terreno circostante. La piatta e scura regione che fiancheggia la linea costiera "è l'area dove con maggiori probabilità è stato presente un liquido o una superficie umida, ora o nel recente passato", ha dichiarato Steve Wall, leader del gruppo che opera il radar di Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena. I numerosi e lunghi canali sinuosi che attraversano la regione più chiara, terminando presso la linea costiera, suggeriscono l'esistenza di un ciclo di evaporazione simile a quello sulla Terra, con tanto di precipitazioni e sistemi fluviali che trasportano il liquido di nuovo al mare. Ma anziché d'acqua, il mare potrebbe essere composto da metano, che alla temperatura superficiale di Titano (-179 °C) resterebbe allo stato liquido. La presenza di mari di metano liquido su Titano, magari mescolato con altri idrocarburi, non sarebbe una sorpresa. Titano, la seconda luna più grande del sistema solare, è anche l'unico satellite con un'atmosfera spessa, persino più di quella terrestre. I mari sarebbero necessari per spiegare la quantità di metano osservata sulla luna. Il fatto di non averne mai trovati finora costituiva uno dei grandi misteri che la missione Cassini era chiamata a svelare.

Una pioggia di metano su Titano

Osservate tracce di erosione e letti apparenti di fiumi e laghi

TITANO_2stor_9499933_00120Le conformazioni geologiche del terreno dove è caduta la sonda Huygens suggeriscono che il satellite di Saturno sia spesso teatro di una pioggia di metano liquido

Titano, la luna più grande di Saturno, è apparentemente sferzata regolarmente da una pioggia di metano liquido, che forma pozze, scava letti di fiumi ed erode le rocce in maniera simile a quella delle forze naturali che hanno creato le conformazioni terrestri. Lo rivelano i dati della sonda Huygens dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), atterrata sulla superficie gelata del satellite due settimane or sono. "Ci troviamo di fronte a un mondo infiammabile", ha affermato Toby Owen dell'Istituto di astronomia di Honolulu, che sta studiando l'atmosfera di Titano. Le immagini in bianco e nero della sonda Huygens mostrano un terreno irregolare che contiene increspature, vette, canali e laghi apparentemente asciutti. Sulla Terra, il metano è un gas infiammabile. Su Titano, a 1200 milioni di chilometri di distanza, è un liquido a causa dell'intensa pressione e del freddo (274 gradi sotto zero). "C'è un liquido che cade sulla superficie di Titano, - spiega Jean-Pierre Lebreton, responsabile della missione. - Non è acqua, perché fa troppo freddo, ma metano liquido. E riteniamo che svolga lo stesso ruolo importante dell'acqua sulla Terra. Ci sono processi al lavoro sulla superficie e nell'atmosfera della luna che sono molto simili a quelli del nostro pianeta". Un piccolo sensore sulla parte anteriore di Huygens ha scoperto sotto la crosta di Titano un materiale con la consistenza della sabbia. I canali sulla superficie sono la prova di piogge di metano. E nelle foto sembrano apparire sistemi TITANO_6METANO_LIQUIDOfluviali e delta, protrusioni congelate e crivellate da canali, pozze apparentemente asciutte da dove il liquido è forse colato via, e pietre - probabilmente rocce ghiacciate - che sembrano essere state arrotondate dall'erosione. "Piove una sola volta all'anno? C'è una stagione umida ogni anno? Piove più frequentemente? Non lo sappiamo, - commenta un altro membro del team, Martin Tomasko dell'Università dell'Arizona - ma la sensazione è che nel luogo dove siamo atterrati debba piovere piuttosto spesso".

 

Pioggia di plastica di Titano

Sulla luna di Saturno potrebbero formarsi amminoacidi

Alcuni chimici hanno prodotto "tholin" in laboratorio, composti organici solidi simili a quelli che si condensano nell'atmosfera di Titano

TITANO_5LAGO_--26d855148cf25d9db3fa74ddfbc8b7ecMentre la navicella Cassini della NASA si sta dirigendo verso Saturno, sulla Terra alcuni chimici hanno prodotto composti organici di plastica simile a quelli ritenuti presenti nell'atmosfera di Titano, una delle lune di Saturno. Gli scienziati sospettano infatti che, da miliardi di anni, dal cielo di Titano piovano idrocarburi solidi e che questi composti possano rappresentare il passo chimico precedente allo sviluppo della vita. Gli esperimenti condotti in laboratorio all'Università dell'Arizona aiuteranno i ricercatori della sonda Cassini a interpretare i dati di Titano e a pianificare una missione futura che porterà sulla superficie del satellite un laboratorio per analisi di chimica organica. I chimici, guidati da Mark A. Smith, hanno creato i composti bombardando con elettroni un atmosfera analoga a quella di Titano. In questo modo hanno prodotto "tholin", polimeri organici come quelli che si condensano nell'atmosfera di azoto e metano presente sulla luna di Saturno. I tholin di Titano vengono creati dalla luce solare ultravioletta e dagli elettroni che sciamano dal campo magnetico di Saturno. I tholin devono dissolversi per produrre amminoacidi, i mattoncini alla base della vita. Ma pur non essendo in grado di dissolversi nei laghi o negli oceani di etano/metano presenti sul satellite, i tholin si dissolvono in acqua o ammoniaca. Esperimenti condotti 20 anni fa avevano mostrato che i tholin dissolti in acqua liquida producevano amminoacidi. Pertanto, se ci fosse acqua, è probabile che su Titano ci siano amminoacidi e dunque una forma di brodo primordiale.

Fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Un_mare_su_Titano/1284341

Ultimo aggiornamento Venerdì 29 Gennaio 2010 22:22
 

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